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Il ballo negli anni '50-'70 PDF Stampa E-mail

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  La sala da ballo
  nel 1956



Il ballo, sin dall'inizio, è stato la fonte finanziaria principale del Circolo Familiare e anche per il ballo c’era una precisa e seria organizzazione; c’erano i cassieri, il personale alle porte di entrata e uscita muniti di contromarche, il servizio guardaroba e il servizio di camerieri in sala. Il gruppo del ballo si organizzava esponendo una tabella per i turni. 

Si ballava normalmente cinque volte alla settimana, nella Sala Teatro del Circolo. Il martedì c’era il Ballo Ambrosiano, dove il caposala con un campanello chiedeva il cambio dama, che funzionava così:

 

- venti minuti di valzer con il cambio dama;
- venti minuti di Mazurka, Tango, Valzer Lento e "Quattro Tempi" (ballo per provetti ballerini);
- dopo 20 minuti di intervallo si riprendeva da capo.

L’orchestra era formata, da un pianista, un contrabbassista, un fisarmonicista e a volte si aggiungeva un batterista; i musicisti più noti erano:

Cleto (non vedente) al pianoforte, Pinotti (non vedente) fisarmonica, moglie di Pinotti, al contrabbasso.

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Cleto con il fisarmonicista

  e (a sinistra) i caposala Luigi Magri e Luigi Bolzoni

 
Nel corso della stagione, durante il ballo Ambrosiano del martedì, si organizzava il derby Inter-Milan: gara di ballo ambrosiano con la presenza di famosi giocatori delle due squadre, in particolare i due milanesi Camillo Achilli (Inter) e Carlo Annovazzi (Milan); si preparava la sala con due finte porte: una colorata di neroazzurro e l’altra in rossonero, creando un’atmosfera da stadio. 

Il giovedì, il sabato sera, la domenica pomeriggio e sera si organizzava il Ballo Moderno con la grande orchestra “Caneva” composta da pianoforte, saxofono, clarinetto, tromba, trombone, batteria e, per una stagione, un giovanissimo cantante Toni Deva, diventato poi “Toni Dallara”.
L’orchestra suonava senza amplificatori.

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 L'0rchestra Caneva, Toni Dallara è il primo in alto a destra.
 In basso i quattro caposala, da sinistra:
 Bolzoni Luigi, Arlati Carlo, Mariani Piero e Dorigato Mario.

Alla fine del 1965 il ballo tradizionale entrava in crisi, al punto che il Presidente Mario Volpari, in una riunione del Consiglio del Circolo annunciava di dover licenziare l'orchestra per mancanza di pubblico. Successivamente, il 25-02-1966, si decideva di affittare la sala da ballo a un privato che in poco tempo la modificava in una sala moderna, arredandola in modo originale con dei tubi "Innocenti" verniciati di nero, con dei teli che fungevano da divanetti-sdraio e con le luci psichedeliche, trasformandola in una discoteca denominata "TRICHECO" che incontrava le esigenze del giovane pubblico.

trichecoil logo della discoteca  "Tricheco"

Il nuovo gerente, con molto acume, aprì una entrata autonoma alla "discoteca" creando un accesso direttamente dal viale Monza, attraverso un tunnel coperto che affiancava il Naviglio Martesana.
Il gestore del Tricheco, imprenditore molto capace, organizzò eventi di grande successo con gruppi di cantanti famosi trai quali:  Equipe 84, Patty Pravo, Gino Paoli, Sergio Endrigo e altri in voga al momento.

Purtroppo anche questa esperienza finì perchè, in mezzo a tanti giovani perbene, si erano inseriti giovani delinquenti, creando risse, arrivando persino ad aggredire il gerente stesso e ponendo così fine - per motivi di ordine pubblico - a una simpatica iniziativa.

 

Nel 1996, dopo la ristrutturazione, la sala venne divisa e ora la metà a sinistra delle scale è utilizzata dal teatro-cabaret Zelig, mentre la parte a destra delle scale è affittata al Disco-Bar Ragoo.
Attualmente il Ballo Liscio si tiene nel rinnovato saloncino al primo piano, ogni domenica pomeriggio e in alcune
festività.

Nuovi Locali 10 

Il Saloncino, al primo piano, rinnovato nell'ottobre 2013

 

 

 

 

 
         

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